Microcorso di DIRITTO
Introduzione
In questa pagina:
Necessità del diritto e quindi della norma.
Necessità dell'osservanza della norma e quindi della sanzione
Necessità dello Stato che crea le regole e ne garantisce l'osservanza
La figura dello Stato con relativa definizione
Rapporto evoluzione diritto /evoluzione civiltà
RISPONDO A:cos'è e a che serve il diritto;cos'è e a che serve lo stato;cos'è la norma; perchè la divisione dei poteri;perchè il diritto deve essere evoluto;perchè la conoscenza del diritto e quindi la divulgazione gratis delle leggi
Aristotele diceva che l'uomo è un animale politico cioè la solitudine lo fa soffrire. Ha un bisogno sia fisico che spirituale di vivere insieme agli altri. Ciò determina la nascita di gruppi. All'interno di tali formazioni però per giocoforza,atteso che homo hominis lupus est(l'uomo è lupo nei confronti dell'altro uomo) si creano dei conflitti di interessi .Questi attriti fra consociati spingono senza dubbio alla violenza lasciando al singolo consociato di difendere i propri interessi in base alle sue capacità fisiche o intellettuali usando di conseguenza le armi che soggettivamente ritiene più idonee.
Occorre quindi qualcosa che mantenga la pacifica convivenza e armonizza il piu' possibile gli interessi primari in relazione a quelli collettivi.
Ecco spiegata la necessita' del diritto. Il Diritto detta le regole di comportamento e di organizzazione in vista degli interessi collettivi cercando così di ottenere la pacifica convivenza. Una massima latina diceva:"ubi homo,ibi societas,ubi societas,ibi jus" (dove esiste l'uomo la' v'è la societa',dove esiste la societa',la' c'è il diritto)E' evidente che quanto migliori sono queste regole tanto piu' armoniosa e pacifica sarà la convivenza e la soddisfazione dell'individuo il quale non si lamentera' dei suoi sacrifici quando vede che la contropartita e' un bene per lui prezioso. Insomma le regole dettate dal diritto costituiscono l'ossatura portante delle societa'. Se si vuole cambiare la societa' bisogna cambiare la sua struttura ,se si vuole cambiare la struttura bisogna cambiare il Diritto. Il grado di civilta' di una societa' si misura dall'evoluzione del suo Diritto. Ma non basta che ci siano regole buone bisogna pure che le stesse vengano rispettate e che quindi funzioni bene il sistema che controlla l'osservanza delle regole e che in caso di trasgressione vi sia una punizione. L'associato e' costretto ad ubbidire. Questo carattere costituisce la nota di differenziazione della regola giuridica dalle altre regole della societa' In vero vi sono altre regole sociali: quelle religiosi, morali , di galateo ,di cortesia e convenienza. Anche i precetti religiosi contribuiscono ad attutire gli attriti fra i consociati ma gli stessi non sono obbligatori ,non c'e' il timore della punizione almeno di quella immediata considerato che la stessa e' prevista solo dopo la morte,ne' puo' considerarsi punizione l'eventuale rimorso. Il religioso e'lasciato libero di ubbidire o meno e rispondera' delle sue scelte solo dopo morto: non c'e' costrizione ma risposta alla propria coscienza
E poiche' il precetto religioso trae la sua forza di ubbidienza dalla coscienza ,certamente le norme giuridiche risentono e sono permeate del sentimento religioso e comunque della morale del momento.
Allo stesso modo per l'inosservanza delle norme di galateo non e'prevista nessuna punizione a parte la figuraccia
Se uno e' costretto ad ubbidire alla regola giuridica e' evidente che ci deve essere un'autorita' che si assume tale funzione.
L'organo che soddisfa il bisogno di avere delle regole di comportamento indirizzate al conseguimento dei fini comuni e che ha l'autorita' di farle rispettare e' lo Stato.
Quindi lo Stato nasce per esigenza e in contrasto con le societa' primitive che chiamerei "semplici" in quanto prive di organizzazioni e soggette alla cd "legge del piu' forte"
Tale esigenza sfocia nella sovranita' cioe' nel potere di imperio(imperium=comando) che ha lo Stato sugli associati cioe' sulla popolazione che e' rappresentata dalle persone che vivono su un determinato territorio .
E' evidente che nel tempo lo Stato si e' evoluto ma i suoi elementi essenziali restano :il popolo,il territorio e la sovranità.
A questo punto possiamo dare la definizione di Stato
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STATO =e' un insieme di persone ,stanziate su un territorio,che si danno delle regole per l'organizzazione della vita collettiva e sottomesse ad una autorita'(governo con poteri coercitivi) per il raggiungimento di fini comuni (difesa,ordine pubblico,progresso sociale ed economico )
Va detto che le regole fissano anche i limiti del potere dello Stato .Tutti i suoi organi sono sottoposti alla Legge.
La sovranita' dello Stato si realizza fondamentalmente attraverso l'esercizio di tre poteri: il potere legislativo, esecutivo-amministrativo e giudiziario
STATO DEMOCRATICO= I tre poteri appartengono ad organi separati.
In Italia il potere legislativo(emanazione di norme giuridiche)appartiene al Parlamento,quello esecutivo (attuazione concreta delle norme per consentire il raggiungimento dei fini generali)appartiene al Governo,quello Giudiziario(interpetrazione e applicazione della legge con conseguente irrogazione delle sanzioni )alla Magistratura.
Ricapitolando occorrono quindi delle regole di comportamento e delle regole che presiedono alla organizzazione e che specificano anche attraverso la facile intuizione dei principi i fini che intende perseguire la societa'. Cioe' non basta soltanto dare degli ordini postivi(devi fare..) o negativi(non devi..)al consociato ma occorre pure indicare il modo di funzionare degli apparati organizzativi,i principi ispiratori e i fini perseguiti. Allora la definizione di norma va oltre quella limitativa :La norma giuridica e' una regola di condotta A me piace invece la definizione che non esclude dal rango di norma quella che si limita ad enunciare un principio;ad esempio:siamo tutti uguali di fronte alla Legge.Molto piu' semplicemente esistono norme che contengono solo il precetto(comando)norme che contengono un principio,norme che contengono la sanzione.Le norme si armonizzano e si completano a vicenda per cui conviene dare la definizione al plurale ( cioe' di norme )perche' solo in questo modo riusciamo ad inglobarle tutte .Ritengo come adatta la seguente
Norme giuridiche=sono le regole che disciplinano la vita organizzata di una società assistite dalla forza.
In questa definizione vi rientrano le regole che disciplinano i rapporti fra i singoli,l'apparato dell'organizzazione del Potere e rapporti fra questo e gli individui,i principi ispiratori,i fini.
Abbiamo detto che le norme giuridiche si differenziano dalle altre regole sociali di cui sopra perche' contengono la minaccia di una sanzione.Quindi la norma che indica il principio della uguaglianza di fronte alla Legge e che quindi non e' composta da un precetto (comando) e da una sanzione non sarebbe una norma giuridica.Se usiamo la definizione di cui sopra ci rendiamo conto che qualsiasi norma giuridica (e quindi) inserita in un contesto organizzativo garantito dallo stato anche se non direttamente ma in quanto legata alle altre norme viene ad essere fornita dall'obbligatorieta'.
In teoria( assistiti dal sistema normativo )anche i principi (sempre che si tratti di principi realizzabili vedi sotto) vengono a realizzarsi grazie alla obbligatorietà di alcune norme.
In altri termini la norma che contiene il principio diventa coattiva grazie alle norme attuative fornite di sanzioni
L'insieme di tutte queste norme costituiscono l'ordinamento giuridico .Nella parola ordinamento è contenuta appunto questa idea dell'ordine cioè il fine che si prefigge il diritto che è quello di mettere ordine.Devo dire che non sono riuscito a trovare una distinzione accettabile fra diritto e ordinamento .Credo che la parola diritto sia legata più allo studio dell'organizzazione,dei principi,alla volontà e al modo di ordinare mentre per ordinamento è da intendere il diritto così com' è stato attuato in quel periodo in quello Stato:e' il diritto posto.Il diritto è il modo di organizzare ,l'ordinamento è l'organizzazione .Si e' tutti d'accordo che si può parlare di diritto solo quando sussiste un apparato ordinato di norme che appunto costituiscono l'ordinamento giuridico.Va quindi condivisa la seguente nozione che viene data da alcuni studiosi (v. Aime-Capiluppi-Pastorino:Capire il Diritto/Tramontana):
Il Diritto e' una tecnica di organizzazione sociale
La nozione invece piu' appropriata di ordinamento giuridico e' la seguente.
ORDINAMENTO GIURIDICO =è l'organizzazione di una determinata collettivita'(N.Ardolfi:Diritto pubblico e civile/Tramontana) e cioè l'insieme coordinato delle norme vigenti in uno Stato da cui trae la vita e la forza
Un gruppo di norme che regoano una determinata materia viene chiamato ISTITUTO GIURIDICO
Considerazione 1![]()
Se siete arrivati fin qui ,avete capito l'importanza del Diritto e quindi la necessita' dell'osservanza della Legge.
Migliore è il diritto migliore e' la Società.Se si vuole cambiare la Societa' bisogna cambiare la sua struttura,la sua organizzazione e quindi il Diritto .
E' NECESSARIO QUINDI EMANARE Leggi buone. Non solo ma bisogna fare in modo che le norme vengano osservate.
A mio modesto avviso non basta solo la forza e in particolar modo la sanzione (punizione)per costringere tutti ad osservare la Legge.E' necessario quindi ottenere la spontanea adesione alla norma, cioè il consenso che deriva dalla fiducia nelle Istituzioni. Quando esiste lo scollamento fra Istituzioni e cittadino , le cose non vanno bene.
Perché quel determinato tipo di organizzazione conquisti la fiducia del cittadino venendo così accettata spontaneamente se non proprio volentieri occorre che si basi su norme che presentino le seguenti caratteristiche:
1 Semplicita' e chiarezza
2 Precetto facilmente eseguibile
3Equa
4 Sanzione appropiata ,proporzionale e giusta
5Ampia divulgazione
6 Giusta applicazione