GUIDA ALLE MULTE E SANZIONI

guida alle multe a cura de"il difensore" (4793 byte)




da il quotidiano della Calabria (fine agosto 2003)
Autovelox e abusi Sindaci o gabellieri?
di MARIO MIDAGLIA



L'entrata in vigore del nuovo codice della strada, che ha attribuito i proventi delle sanzioni amministrative agli enti dai quali dipendono gli agenti accertatori, ha segnato per l'avvio da parte dei Comuni, di una intensa e costante attività persecutoria, che lungi dal prevenire e reprimere le violazioni alle norme di comportamento, è tesa soltanto, in modo amorale e spudorato, ad impinguare le esauste casse degli enti.
Quasi tutti i sindaci della costa Tirrenica, fiutato "l'affare", si sono immediatamente dotati di autovelox e, in palese violazione dello stesso codice della strada, hanno consentito che il personale addetto al controllo, infrangesse sistematicamente il principio sancito dall'art. 200 dello codice stesso, sino a quando la Suprema Corte di Cassazione, con la ormai nota sentenza n. 4010, ha ricordato ai moltissimi smemorati, che la regola è contestazione immediata. Sono ormai frequenti i casi in cui la sicurezza stradale è stata "appaltata" ad imprese costituite ad hoc!
Nonostante la sentenza della Corte di Cassazione, l'attività persecutoria dei Sindaci è continuata e continua con maggiore protervia ed accanimento; e mentre gli autovelox, come negli innocenti giochi dei bambini, vengono collocati in angoli nascosti, rigorosamente alla frescura di qualche albero ed esclusivamente sulla Statale 18, realizzata come strada a rapido scorrimento, nessun controllo viene effettuato sulle strade comunali interne ai centri abitati (strade urbane di quartiere o strade locali) e le scarpate della medesima arteria sono di sovente infestate da rigogliosa vegetazione che oltre a nascondere la segnaletica, costituisce, questa si, un serio pericolo per la circolazione stradale!
La ragione di tale inqualificabile comportamento è di facile intuizione! La statale 18 è transitata prevalentemente da automobilisti non elettori, pertanto i malcapitati contravventori nella stragrande maggioranza sono neutri ai fini dei risultati elettorali!

I sindaci-gabellieri, più adusi a dissipare che ad amministrare, che hanno dapprima consentito lungo la Statale 18 la costruzione di immobili a distanze non regolamentari, con realizzazione di accessi abusivi, ora cercano, con tutte le possibili fantasiose motivazioni, di qualificare "centro abitato", brevissimi tratti della suddetta strada, che ai tempi dell'ammodernamento (fine anni 60) attraversava solo distese di mais o altre colture! Appongono in modo irrazionale ed incomprensibile limiti di velocità che in brevissimi tratti impongono velocità diverse, con il colpevole assenso dell'ente proprietario della strada e, per di più, consentono il proliferare di insegne pubblicitarie che rendono di difficile "lettura" la segnaletica stradale.
Il comportamento permanentemente e dolosamente omissivo dei sindaci e di quanti sono preposti ad tutelare il rispetto di tutte le leggi, ha permesso che Statale 18, unica alternativa all'autostrada (altro che ponte sullo Stretto), diventasse un autentico colabrodo; quanti sono gli accessi realizzati da privati a seguito di regolari autorizzazioni? Quanti sono i cartelli pubblicitari regolarmente autorizzati come per legge? Per quali ragioni ai costruttori di villaggi turistici o comunque di lottizzazioni non viene imposta la realizzazione svincoli "a destra" con corsie di decelerazione, sottopassaggi e quant'altro necessario per la sicurezza della circolazione? Sono domande che attendono risposta, anche se sappiamo che queste non arriveranno mai poiché le serate di gala fanno chiudere gli occhi a molti!
Dopo le modifiche apportate con la legge n. 168/2002 molti sindaci stanno "premendo" per ottenere deroghe all'obbligo di contestare immediatamente le infrazioni ai limiti di velocità, e i loro desideri sono puntualmente esauditi!
E' credibile, come nel caso della statale 18, che non si possano contestare gli eccessi di velocità rilevate dagli autovelox quando pattuglie di Carabinieri e di Polizia Stradale effettuano, nei medesimi tratti, controlli per accertare e reprimere violazione ad altre norme di comportamento? Forse gli uomini dell'Arma e della Polizia di Stato sono più "coriacei" dei vigili urbani?
Prima di emanare atti contraddittori sarebbe opportuna un' istruttoria molto attenta e valutazioni più prudenti perché un volta decretato che su un determinato tratto di strada non è possibile contestare immediatamente le violazioni per eccesso di velocità è stato implicitamente, ma logicamente e conseguentemente, affermato che su quel medesimo tratto di strada non è consentito alle pattuglie dei Carabinieri, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza e degli stessi vigili urbani fermare gli automobilisti per l'accertamento e la contestazione e repressione di altre violazioni per le quale un legislatore sciocco, servo e populista ha prontamente apportato modifiche al codice della strada, infischiandosene dei diritti dei cittadini automobilisti e di fatto, a seguito delle ultime modificazioni, impedendo o rendendo oltremodo difficile ai poveri di difendersi innanzi ai Giudici di Pace e creando ad hoc una vastissima area di impunità per le auto blu.
Oggi che finalmente con il caldo dell'estate anche qualche politico calabrese si sta mollemente destando dal torpore in cui è caduta la classe politica a cui diviene sempre più difficile comprendere le ragioni dei cittadini e dei lavoratori, sarebbe ora che gli automobilisti, specie quelli che usano la macchina per ragioni di lavoro, facessero sentire la loro civile ma vibrata protesta chiedendo norme razionali che non li considerino appartenenti ad una sorta di 416-bis della strada, non escludendo di associarsi, atteso che le associazioni esistenti sembrano succubi o complici di una classe politica sempre più incantata ed attratta da derive populiste.
Nel caso della Statale 18 non si propone certo di trasformarla nella pista di Maranello, ma non si vuole neppure che, per placare l'arsura di danaro dei sindaci, la suddetta arteria serva soltanto per il pubblico passeggio degli innamorati o peggio dei vagabondi abituali. E' un lusso che, purtroppo, anche per la carenze di alternative infrastrutturali, non possiamo permetterci.
E' bene sottolineare, visto che molti lo hanno dimenticato, che per tutti i comuni costieri a nord di Paola, a cominciare da Tortora e per molti di quelli dell'entroterra, questa è l'unica arteria che consente di raggiungere Cosenza per motivi di lavoro, di studio, per disbrigo di pratiche varie, ecc.; ebbene se si dovessero osservare tutti i limiti di velocità che l'inesauribile fantasia dei sindaci ha disseminato, lo sventurato cittadino di Tortora che per qualsiasi ragione abbia necessità di recarsi presso il Suo ufficio, impiegherebbe circa due ore e mezzo!
E visto che tutti i sindaci parlano di territorio a vocazione turistica come si può favorire la mobilità di chi viene in Calabria se per visitare fugacemente uno o due Comuni della costa è necessario alzarsi all'alba per rientrare in albergo a notte fonda! Questi signori si rendono conto che chi sceglie l'aereo per raggiungere la i Comuni del medio e alto Tirreno vanifica tutto il tempo che ha risparmiato perché per percorrere il tratto Belvedere ­ Lamezia, osservando scrupolosamente i limiti di velocità impiega circa 2,00 ore. Di questo passo la costa Tirrenica verrà presto cancellata dagli itinerari turistici.
In un breve tratto di strada di circa due chilometri, in direzione Reggio Calabria, tra Sangineto e Cittadella di Capo Bonifati si possono contare ben 10 segnali che indicano limiti di velocità diversi tra loro.
Sarebbe dunque, opportuno che la Prefettura di Cosenza riesami tutte le deroghe fino ad oggi concesse e nel contempo sensibilizzasse i sindaci e l' ANAS a razionalizzare la segnaletica stradale.
In particolare, per evitare di essere vaghi e generici, sarebbe opportuno che sulla Statale 18:
a) fosse stabilito in 70 Kmh il limite massimo di velocità, evitando l'alternarsi, a brevissima distanza, di segnali che indicano velocità differenti, in quei tratti di strada che solo una interpretazione molto estensiva delle norme permette di qualificare come "Centro abitato";
b) gli incroci, nei centri abitati effettivi (Scalea ­ Santa Maria del Cedro, Amantea, ecc.) siano regolati con impianti semaforici;
c) siano realizzati sottopaggi o sovrapassaggi con applicazione di sanzioni anche i signori pedoni che amano intralciare il traffico "ciondolando" sulla sede stradale;
d) i marciapiedi realizzati lungo la suddetta strada siano muniti di idonee strutture di protezione per i pedoni ;
e) siano eliminate tutti gli accessi laterali abusivi, obbligando gli enti locali a realizzare apposite corsie parallele destinate al transito locale;
f) i proventi delle violazioni al codice della strada siano destinati agli scopi previsti dalle vigenti disposizioni;
g) la manutenzione ordinaria e straordinaria dei tratti di strada che sindaci dei comuni costieri hanno trasformato in "esattorie" faccia capo agli enti locali, ove questi effettuano controlli sulla stessa ed incassino i relativi proventi.
h) Sui restanti tratti consentire la velocità massima e cioè 90 Kmh.
Se è vero, come è vero che molti incidenti stradali hanno conseguenza mortali a causa della velocità, è altrettanto vero che nei tratti dove è probabile che non vi siano degli autovelox il malcapitato utente della strada cerca di recuperare il tempo perduto a causa di una segnaletica inadeguata e contraddittoria, utile solo per le casse comunali.
Si è certi che ormai nei comuni costieri la quantità di verbali elevati per il superamento dei limiti di velocità è di gran lungo superiore alla sommatoria degli accertamenti relative a tutte le altre violazioni del codice della strada e la ragione è facilissima intuizione.
Gli amministratori locali devono apprendere l'arte di valutare e quindi contemperare tutti gli interessi, onde evitare l'emanazione di atti incomprensibili, irrazionali e censurabile anche sotto il profilo della legittimità. Il populismo, purtroppo, non parta da nessuna parte e danneggia irreparabilmente le tasche degli automobilisti e la già precaria economia della zona. Non sì può, come avvoltoi, strumentalizzare la disgrazia e l'emotività per emanare atti e provvedimenti finalizzati a placare temporaneamente la crescente arsura di danaro dei comuni!
E' opportuno ricordare agli stessi la destinazione dei proventi delle violazioni al Codice della Strada; sono sempre più numerosi i Comuni che utilizzano quasi interamente i relativi fondi per le spese più disparate, che non hanno alcuna attinenza con le finalità sancite dall'art. 208 di cui al D. Lgs. N. 285/92. Questo modus operandi sembra essere la prassi che, pur se illegittima, conta il maggior numero di proseliti, che l'abolizione di ogni controllo sugli atti degli enti locali ha reso ancora più spregiudicata!
I controlli interni si dimostrano inadeguati e non daranno mai i risultati auspicati in quanto il dirigente nominato dal sindaco, asseconderà i suoi desideri, anche quelli palesemente illegittimi, per evitare ritorsioni anche di tipo economico; di conseguenza è meglio svolgere, sino in fondo, il ruolo di "yes man", pur consapevoli di violare norme di legge e disattendendo deliberatamente anche alle direttive della Corte dei Conti, in merito ai danni erariali.
E' giunto il tempo di reagire e gridare la rabbia collettiva, perché restando supini di fronte ad abusi e prepotenze diverse per intensità, frequenza e gravità si rischia di diventare sudditi del rais di turno che, forte del consenso popolare carpito con l'inganno, la menzogna e le irrealizzabili promesse, tenta in qualche modo una sorta di riscatto sociale.
Non sembri, infine, inutile sottolineare che agli autisti dei "papaveri", piccoli o grandi di che siano, sindaci compresi, è accordato per legge il "privilegio di scorazzare" senza incappare nelle fauci degli autovelox comunali, sol dimostrando l'urgenza di accompagnare "Don Rodrigo" sul luogo dell'appuntamento. "Mutate mutandis" continuano i feudi ed i privilegi ed il volgo sovente "applaudisce perché non capisce" come dicono in quel di Bari.
Mario Midaglia

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