dal quotidiano della calabria
 
Dubbi sulla taratura dell'autovelox. L'ispettore della Polstrada consiglia: «Prima di pagare, verificate»
Multe sospette, ricorsi a raffica
Gli automobilisti sanzionati dal Comune di San Fili protestano


COSENZA - Per chi è tornato da pochi giorni dalle ferie, la sorpresa non è stata delle migliori. Nella buca delle lettere un avviso di un atto giudiziario che preannuncia una multa. Nove volte su dieci arriva dal Comune di San Fili che nei giorni caldi del via vai da Cosenza a Paola, o sui lidi del Tirreno, ha piazzato un autovelox sulla Ss 107 (in territorio comunale) e ha staccato multe a raffica.
Le proteste degli automobilisti non si contano. Dapprima qualche telefonata in redazione, poi lettere e discussioni per strada, tanto che non appena si parla dell'argomento c'è sempre qualcuno che si unisce alla discussione citando un caso simile di un parente o un amico "colpito". Quasi tutti hanno impugnato la multa, altri hanno provato vie diverse che però ammettono solo in via ufficiosa, tentando di ottenere un abbattimento della multa attraverso qualche conoscenza. Altri, presi alla sprovvista, hanno pagato e basta, ma tutti sono concordi su un fatto: su quella strada il limite di 50 è impossibile.
A confermarlo c'è anche un esperto in materia, l'ispettore Mazza della Polizia stradale di Cosenza che ha spiegato che sulla superstrada in questione, in mancanza di segnaletica o se la segnaletica non è adeguata, il limite valido è quello dei 90 Km orari. Diverso il caso in cui l'Ente gestore, in questo caso l'Anas, abbia imposto una limitazione diversa, ma sempre se regolata da un'apposita ordinanza. E in effetti, sentendo alcuni abitanti della zona, ci è stato segnalato che all'inizio di giugno per alcuni giorni è stata imposta su quel tratto di strada una limitazione a 50 km orari a causa di alcuni lavori sul manto stradale. A quanto ricordano, già in quel periodo l'autovelox del Comune era in funzione, ma alla fine dei lavori c'è chi ipotizza che l'autovelox non sia stato nuovamente tarato a una velocità superiore. Quindi benché fosse lecito arrivare fino ai 90 km orari, per la macchinetta si era di 40 km oltre il limite consentito.
«In questi casi - spiega l'ispettore Mazza - le vie da seguire sono due: o si fa ricorso alla prefettura o al giudice di pace». Ma anche qui al danno si aggiunge la beffa. Tutti sanno che, infatti, in caso di ricorso in prefettura l'importo da pagare raddoppia se non viene accolto il ricorso, ma c'è una novità nella procedura anche per il giudice di pace. Gli automobilisti ricorrenti, infatti, devono versare una cauzione pari al doppio della sanzione, che sarà restituita solo nel caso il ricorso venga accolto.
Una caparra non da poco se si considera che le multe inviate sono arrivate fino a 350 euro, e che, quindi, comporterebbero un deposito di 700 euro, in attesa del giudizio. C'è poi la questione patente a punti: per l'alta velocità se ne perdono da 2 a 10. Insomma se quell'autovelox risultasse davvero tarato male, e la mole dei ricorsi tende a farlo supporre, bisognerà faticare non poco per dimostrare di avere ragione. Che fare allora?
«Io suggerisco - spiega ancora l'ispettore - di richiedere all'Anas se in quel tratto stradale esiste un limite inferiore a quello previsto e se è suffragato da apposita ordinanza».
Ai trasgressori del codice della strada (o presunti tali), quindi, si consiglia, prima di pagare, di accertarsi che quella sanzione sia stata applicata nel giusto.

Rosita Gangi

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